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Rigenerazione dei piccoli comuni irpini: il workshop PRAIM all’Ex Carcere Borbonico mette insieme dati, ricerca e territorio

Rigenerazione dei piccoli comuni irpini: il workshop PRAIM all’Ex Carcere Borbonico mette insieme dati, ricerca e territorio
Photo by Angelo_Giordano – Pixabay
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Università di Salerno, Provincia di Avellino e UrbanMIS lavorano a una base conoscitiva condivisa per dare nuova vita agli spazi dismessi lungo la linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio.

Rigenerazione dei piccoli comuni irpini: il workshop PRAIM all’Ex Carcere Borbonico mette insieme dati, ricerca e territorio
Photo by Redazione

Interpretare un territorio non vuol dire soltanto fotografarne le criticità o elencarne i problemi più visibili. Significa andare più a fondo, leggere la sua evoluzione, capire come si sia trasformato nel tempo e immaginare per gli spazi abbandonati un ruolo nuovo, utile e coerente con le esigenze di oggi. È da questa idea che prende forma il workshop PRAIM, ospitato il 22 maggio 2026 all’Ex Carcere Borbonico di Avellino, con l’obiettivo di far dialogare università, istituzioni e competenze tecniche in un percorso concreto di rigenerazione urbana.

L’iniziativa punta a superare gli schemi astratti e a costruire strumenti davvero spendibili nei futuri piani di recupero. Al centro ci sono i piccoli comuni delle aree interne campane e il patrimonio immobiliare dismesso, spesso marginale nel dibattito pubblico ma decisivo per il destino di questi luoghi. La domanda, in fondo, è semplice ma cruciale: come trasformare edifici inutilizzati in occasioni di sviluppo senza recidere il legame con il contesto locale?

PRAIM, un metodo operativo per conoscere prima di progettare

Il progetto PRAIM nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Salerno e la Provincia di Avellino. La guida scientifica è affidata al Prof. Pierfrancesco Fiore, con gli architetti Attilio Ferraro ed Emanuela D’Andria impegnati a costruire un percorso basato su un principio tanto essenziale quanto spesso trascurato: prima di progettare, bisogna conoscere.

Conoscere davvero significa osservare i luoghi da vicino, leggere i segni lasciati dal tempo e ricostruire le dinamiche che hanno accompagnato il progressivo abbandono di molti immobili. Per questo il workshop non si è limitato a essere un momento di confronto teorico, ma si è configurato come una vera officina metodologica. Sei tavoli tecnici hanno lavorato su altrettanti complessi dismessi distribuiti nei comuni attraversati dalla ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, una linea che continua a rappresentare un riferimento identitario forte per l’Irpinia.

L’impostazione scelta non mirava a produrre risposte immediate o modelli validi per ogni situazione. L’intenzione era più ambiziosa: mettere in relazione saperi diversi, far emergere potenzialità ancora inespresse e costruire una base conoscitiva solida prima di arrivare alla progettazione vera e propria. Un passaggio indispensabile, soprattutto quando si interviene in contesti fragili, dove anche una scelta apparentemente tecnica può generare effetti sociali, economici e culturali molto più ampi.

Rigenerazione dei piccoli comuni irpini: il workshop PRAIM all’Ex Carcere Borbonico mette insieme dati, ricerca e territorio
Photo by Università degli Studi di Salerno

UrbanMIS e il ruolo dei dati nella lettura del territorio

In questo quadro si inserisce il contributo di UrbanMIS, spin-off dell’Università di Salerno partecipato da Evolution Group, chiamato a fornire un supporto analitico avanzato. Il suo intervento è stato centrale nella realizzazione di mappe tematiche, schede informative e infografiche evolute, strumenti pensati per leggere con maggiore precisione i singoli comuni e gli immobili abbandonati lungo la tratta ferroviaria.

La pianificazione territoriale, oggi più che mai, non può fare a meno di dati affidabili e costantemente aggiornati. Conoscere le infrastrutture presenti, analizzare l’andamento demografico, comprendere la struttura economica locale: sono passaggi essenziali per evitare interventi scollegati dalla realtà. Durante l’incontro, il Prof. Giuseppe d’Aniello e l’Ing. Alessandro Polverino hanno insistito proprio su questo punto, sottolineando come la data analytics applicata al territorio possa diventare un supporto decisivo per le scelte della pubblica amministrazione.

Nel corso della giornata è stata presentata anche la piattaforma Janus Urbanis, pensata per offrire una lettura multilivello della condizione urbana attraverso indicatori integrati. Si tratta di uno strumento che consente a enti pubblici e soggetti privati di orientare strategie più consapevoli, basate su dati complessi ma finalmente accessibili e leggibili. In un’area come quella irpina, dove il tema della rigenerazione si intreccia con quello dello spopolamento, una simile capacità di analisi può diventare un vantaggio concreto.

Cooperazione istituzionale e riuso degli spazi dismessi

Il workshop di Avellino ha messo in luce un punto decisivo: il rilancio dei piccoli centri non può poggiare su iniziative isolate. Serve una rete stabile di collaborazione tra attori diversi, capace di tenere insieme competenze scientifiche, amministrative e operative. Senza un dialogo strutturato, ogni progetto rischia di restare incompleto. Con esso, invece, anche un edificio abbandonato può tornare a essere una risorsa condivisa.

Il recupero dei sei immobili lungo la direttrice ferroviaria è stato presentato come un laboratorio applicativo utile a sperimentare nuove forme di governance locale e di partecipazione. Non si tratta soltanto di valorizzare il patrimonio costruito, ma di generare effetti reali sul tessuto economico e sociale dei territori coinvolti. È qui che il riuso adattivo mostra il suo valore più forte: non come semplice esercizio progettuale, ma come strumento di sviluppo.

Un contributo importante è arrivato dall’Arch. Giuseppina Cerchia, Dirigente del Settore Pianificazione Strategica della Provincia di Avellino, affiancata dal supporto tecnico del Settore Servizi – Ufficio Europa e dell’Urban Center Irpinia. Al progetto hanno preso parte anche il Dott. Giorgio Balestrieri, gli ingegneri Luca Porfido e Daniela Vitale, gli architetti Eunice Colella e Donatella Porfido, oltre alla Dott.ssa Ilaria Di Pietro. Una presenza ampia e qualificata, capace di rafforzare l’impostazione multidisciplinare dell’iniziativa.

La forza del workshop sta proprio in questo: nell’aver costruito un terreno comune tra ricerca e azione, tra analisi e progettazione, tra visione strategica e necessità concrete. Quando questi livelli si incontrano, i luoghi dismessi smettono di essere soltanto un problema e possono tornare a produrre valore.

Rigenerazione dei piccoli comuni irpini: il workshop PRAIM all’Ex Carcere Borbonico mette insieme dati, ricerca e territorio
Photo by Angelo_Giordano – Pixabay

UrbanMIS, un profilo istituzionale orientato all’innovazione

UrbanMIS è uno spin-off dell’Università degli Studi di Salerno, partecipato da Evolution Group, nato per trasferire sul territorio e nel mercato competenze scientifiche e innovazione avanzata. L’organizzazione sviluppa sistemi per il monitoraggio della situation awareness urbana e territoriale, offrendo a soggetti pubblici e privati strumenti digitali per l’analisi dei macro-dati, la costruzione di indicatori di sostenibilità e la gestione intelligente delle risorse geografiche.